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la sua storia

carlo emilio nicco
bozzetto originale  1911


la sua storia
siamo giunti con certezza al 1820 ,che diamo come data di apertura

anche se sembra esitere prima delle costruzioni della attuale sede ,nella casa progettata dal ingegnere  Carlo Bernardo Mosca (1792-1867) 
....e così nessun ostiere si
è
mai curato
di
ricordare che la
Locanda di
San Giorgio
fin dal 1481 era in tale splendore da potere
ospitare la principessa Chiara Gonzaga che andava sposa
con grande seguito al conte Gilberto di Borbone-Montpensier.  Delfino d'Alvernia.


Torino 1880

Bottega d Erasmo

La locanda di San Giors fin dal 1481 era in tale splendore

Da potere ospitare la principessa Chiara Gonzaga che andava  in sposa,

con grande seguito,al conte Delfino d Alvernia;

che nel 1496 accoglieva Marco Sanuto,ambasciatoredi Venezia,

Galeazzo Visconti,ambasciatore di Milano,e i legati di Berna e Friburgo...

 

Fine '700 primo dell 800

Molti alberghi erano ritrovi per prostitute

Molte locande ,ristoranti,piole erano ritrovi per tagliaborse,briganti, e davano convegno per giochi di carte portate dai francesi,dadi,morra ecc

Agli inizi del 1800 alcuni quartieri erano,

divisi in còche(vocabolo che i dizionari piemontesi non registrano salvo il Gavuzzi

che lo annota per combriccola,brigata di bontemponi,cricca.

La Còca del Gamber di Luigi Gramegna

Pag 421 e seguenti note storiche

In verità erano dei malintenzionati che gli osti e i locandieri davano ospitalità per avere il loro tornaconto


dal sito del museo di torino 

Fino alla costruzione del ponte Mosca, l'accesso alla città per chi proveniva dalla strada di Milano era assicurato da un ponte in legno e dal guado di Borgo Dora. Nell'ambito del generale impegno per il riassetto e il potenziamento della rete stradale che si concretizzò nel periodo dell'occupazione francese, nel 1807 Napoleone decretò la costruzione di un ponte in pietra sulla Dora. Il progetto non poté, però, concretizzarsi ed il problema passò, irrisolto, al regno di Sardegna dopo la Restaurazione. Entra in scena Carlo Bernardo Mosca (1792-1867), diplomato presso le prestigiose École Polythechnique e École des Ponts et Chaussées di Parigi, responsabile della............


continua la lettura sul sito www.museotorino.it

Il bicchiere della staffa e l'antica storia dell'osteria torinese

Chi ama fare tardi alle feste conosce bene l'espressione "bere il bicchiere della staffa". Indica in pratica l'ultimo bicchiere prima di andare a dormire, che può essere bevuto da soli (come nell'inglese "nightcap" che indica soprattutto l'uso in solitaria a casa) o in compagnia, alla fine di una serata tra amici.

Il riferimento alla staffa è una testimonianza chiara dell'antichità di questa "tradizione", in uso fin da quando il mezzo di locomozione più usato era il cavallo. In Italia, ad esempio, tra le testimonianze più antiche di "bicchiere della staffa" ce n'è una che riguarda Torino.

Era il 1481, e nella Contrada di San Pier del Gallo (corrispondente all'attuale via Torquato Tasso, nei pressi di Largo IV Marzo e via Conte Verde) vi era il miglior albergo della città, l'Ostaria San Giors (San Giorgio). Il 24 febbraio a Mantova, Chiara Gonzaga aveva sposato Gilberto I di Borbone, conte di Montpensier e delfino d'Alvernia. Nel viaggio di nozze verso la Francia, la coppia fece sosta a giugno proprio a Torino. E qui, secondo una antica storia riguardante i Gonzaga, prima di partire per le cavalcate nei prati intorno a piazza Castello i due nobili sposi bevevano il cordiale serviti dall'oste quando già avevano il piede in una staffa.

 






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